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Pet Food: il mercato cresce. Si punta sul made in Italy.

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Le famiglie italiane vivono con quasi 65 milioni di animali da compagnia, di cui quasi 9 milioni sono cani e 10 milioni gatti.

L’alimentazione di queste due specie rappresenta il segmento principale del mercato nazionale del pet food e pet care.

Nel 2022 i prodotti per l’alimentazione di cani e gatti hanno sviluppato nel mercato italiano un giro d’affari di 2.759 milioni di euro.

La crescita del mercato del pet food riflette il cambiamento che è avvenuto nella società contemporanea, laddove l’animale domestico è sempre più considerato membro della famiglia, piuttosto che animale da compagnia.

Difatti, non si parla più di pet owner (proprietario dell’animale), ma di pet parent (genitore dell’animale).

L’EVOLUZIONE ISTITUZIONALE E I TRAGUARDI FUTURI

Nel corso degli ultimi decenni, la legge ha iniziato a tradurre la sempre più diffusa sensibilità verso gli animali in un sistema di vere e proprie norme giuridiche.

Un primo storico passo fondamentale a questo proposito è stato compiuto con la Legge 14 agosto 1991 n. 281, grazie alla quale l’Italia ha riconosciuto il diritto alla vita e alla tutela degli animali randagi, vietandone la soppressione. Con la Legge 210 del 2010, l’Italia ha poi ratificato la Convenzione Europea per gli animali da compagnia del 1991 che, oltre ad allargarne la nozione stessa, ivi comprendendovi anche ulteriori specie, sanziona i comportamenti umani che oltre a sofferenza fisica vera e propria possono ingenerare nell’animale un senso di “angoscia”. Si avvicina così l’idea dell’animale come essere autonomo e senziente, ossia capace di provare sensazioni ed emozioni.

In linea con la crescente sensibilità fatta propria anche dalle istituzioni, nel corso della XVIII legislatura, è stata, poi, approvata dal Parlamento la proposta di legge di riforma della Costituzione, che ha inserito la tutela dell’ambiente fra i principi fondamentali della Repubblica Italiana. Grazie alla Legge Costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1, è stato infatti modificato l’articolo 9 della Costituzione, prevedendo l’aggiunta del seguente comma: “La Repubblica…Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali’’.  

Anche la pandemia ha notevolmente inciso sulla propensione degli italiani all’adozione di un animale da compagnia.

A dimostrare l’aumento dell’importanza assunta dagli animali da compagnia all’interno delle famiglie italiane è anche il rapporto tra crescita del valore e volume del mercato, laddove risulta più marcata la prima, che è sostenuta dalla diffusione dei prodotti di fascia ‘premium’ e in generale da una maggiore disposizione alla spesa per il benessere degli animali domestici.

Ad oggi, dunque, chi accoglie un animale in casa si preoccupa di garantirgli un’alimentazione sana, prediligendo, talvolta, la qualità al prezzo.

Qui entra in gioco il mercato del pet food, che si dimostra un mercato dinamico, pronto a innovarsi per rispondere alle richieste degli acquirenti.

Il ‘made in Italy’ come simbolo di eccellenza e qualità anche nel pet food.

Attualmente nel nostro Paese il numero di animali domestici ha superato quello degli abitanti: si parla di ben 60 milioni di unità, tra cani, gatti, volatili, pesci, roditori, ecc. Il mercato del pet food e del pet care rappresentano un trend in interrotta crescita dal 2015, che oggi sviluppa solo in Italia un giro d’affari complessivo superiore ai 2 miliardi di euro. Alimenti per cani e gatti sono i prodotti più gettonati del settore, e, da soli, rappresentano oltre il 90% dell’intero business. Mentre negli altri Paesi europei il mercato del pet food cresce a ritmi meno sostenuti, pur registrando ottime performance. 

I prodotti, infatti, che prima si dividevano principalmente in base alla tipologia (cibo umido e secco) e in base alle fasce di prezzo, ora sono sempre più specifici e puntano a soddisfare le esigenze del singolo animale. Si può quindi acquistare mangime relativo all’età dell’animale, alla sua razza, al grado di attività fisica a cui è sottoposto, ma anche alimenti specifici per eventuali patologie, allergie o intolleranze. I trend dell’alimentazione umana si riflettono infine anche su questo settore, in cui per esempio si trovano prodotti crudi, senza cereali, senza glutine, interamente vegetali, biologici o ipocalorici

Per quanto riguarda, invece, i produttori, il settore pet food è dominato da grandi multinazionali dell’alimentare e non, che al loro interno racchiudono molteplici marchi per l’alimentazione di cani e gatti diffusi a livello internazionale (tra le principali troviamo per esempio Mars Incorporated e Nestlé). Non mancano, però, realtà specializzate, tra cui anche quelle italiane, come per esempio Almo Nature e Farmina Pet Foods. L’Italia, infatti, se da un lato si attesta tra i primi paesi in Europa per dimensioni di mercato, dall’altro si propone anche come esportatore del ‘pet food made in Italy’133 milioni di euro sono stati ricavati dall’export di mangimi italiani per cani e gatti nel 2022, con una crescita del 22% rispetto all’anno precedente.

L’Italia, dunque, si conferma leader nel settore del food anche per i nostri amici a quattro zampe!

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